Edmondo De Amicis
1846–1908
Edmondo De Amicis (1846–1908) was an Italian novelist, journalist and poet from Oneglia in Liguria. After serving as an army officer in the wars of Italian unification, he became a popular writer of sketches and travel books on Spain, Holland, Morocco and Constantinople.
His novel Cuore (Heart, 1886), the diary of a Turin schoolboy, became one of the most widely read Italian books. He also published poems, collected in Poesie (1880).
Poems (106)
A 29
- A FirenzeArno gentil, fiorenti
- A mia madreNon sempre il tempo la beltà cancella
- A mia madreAmo il nome gentile; amo l’onesta
- A un altro criticoIo non ti vidi mai: tu lo stiletto
- A un amicoRammenti il dì che in mezzo a le mortelle
- A un bellimbustoO ganimede impomatato e bello,
- A un criticoUn critico tu sei dotto e sottile
- A un esploratore dell'AfricaDopo vent’anni di battaglie ardite
- A un giovanettoTu pur ti levi in provocante aspetto
- A un grande poetaFra le altissime vette, entro ai sonanti
- A un poeta pedanteIl soffio ch’io non sento nel tuo canto
- A un'AndalusaT’ho vista al Circo, bruna maledetta,
- A una furiaVedova bella dai fugaci amori,
- A una turcaBella turchetta coi cerchioni agli occhi
- Al libroVa, caro figlio del mio core, addio!
- Al mareSalve, o gran mar! Come un eterno aprile
- Al MaroccoAddio, berberi, negri, arabi, mori,
- Al pittore Enrico IunckChe belle ore passammo, ardenti e lieti,
- Al pittore Paolo MichettiChi t’ispira que’ bei volti vermigli
- All'Acque dolciMuto e non visto, all’ombra degli allori,
- All'arteQualche volta t’insulto e mi ribello
- All'autore delle LacrymaeFibra per fibra mi ferì il tuo canto
- All'ospedaleScarna, con gli occhi da la febbre accesi,
- Alla corte d'assiseDel giornalista pio sorda ai sermoni
- Alla gloriaBagliore d’un momento
- Alla pioggiaScendi a torrenti, giù, pioggia feconda.
- Alla terraT’amo, feconda e pia terra, e t’ammiro,
- Allo scultore Pietro CostaPiccoletto, gentil, franco, alla mano,
- Annunzio di nascitaÈ uscito, amico, è uscito; è un volumetto
B 2
C 4
D 2
E 1
F 1
G 5
I 19
- I bimbiCome trovo dipinto il mio bambino
- I bimbiCome trovo dipinto il mio bambino
- Il 15 ottobre 1877Ti risaluto, o benedetto giorno!
- Il 20 settembre 1870Anch’io gl’intesi i primi inni guerrieri
- Il 20 settembre 1870Anch’io gl’intesi i primi inni guerrieri
- Il bersagliereUn bersagliere insanguinato e stanco,
- Il cocciutoScrivi e riscrivi, e nè cortesi accenti
- Il contadinoSentite: non son bello,
- Il CresoEccolo il Creso là come un sultano
- Il deputato Oibò« Partì da Roma il deputato Oibò
- Il figliuolo del ciecoVago fanciullo biondo
- Il gioiello della vedovaEcco l’angelo mio torna da scuola,
- Il mendico« Son digiuno, signor, da questa mane,
- Il toscaneggianteLei la m’avrebbe a dar qualche lezione,
- In casa del curatoQuesta mattina desinai dal prete
- IncoraggiamentoIngegno n’ha, quantunque un po’ balzano,
- Incredibile dictuSì, ti compiango, povero soldato!
- IndiceIl figliuolo del cieco (ricordi della campagna).
- Invito alla villaSon qui nella villetta
L 14
- L'amico del poetaEccovi il re dei capi originali,
- L'amore al tramontoTalor, sognando, mi raccolgo anch’io
- L'amore del barcaroloL’ho riveduta nella sua barchetta,
- L'ultimo giornoVorrei morire in questa bianca villa,
- La carovana sul monteSaettati dal sol bianco, tra gli erti
- La circolazione dei libriComprò il mio libriccino un giovanetto
- La contadinaSentite: a primavera
- La guerraS’allungano in ridente ampia catena
- La letterataIo mi levo ogni dì verso le sei
- La morte del mastinoSopra un letto di strame imputridito
- La pioggiaCon che dolcezza i primi anni rammento
- La pioggiaCon che dolcezza i primi anni rammento
- La prima provaFra tanti eroi famosi tra le genti
- Lampi tristiMentre sudo talor sul lieto verso
M 2
N 5
O 1
P 5
R 2
S 11
- Sfogo del farmacistaIl segretario è un misto
- Sfogo della farmacistaGuardi che mani spesse
- SivigliaBelle casette bianche e cesellate
- Sopra il quadernetto d'un bimboEcco i quaderni sporchi dei bambini,
- Sopra una casa d'ospizioDonna gentile che t’affanni tanto
- Sopra una cullaSono tre giorni che ha ’l visetto bianco
- Sotto le mura di RomaRammenti, amico mio, che belle notti
- Sul mareMugge e strepita il mar, danza il naviglio,
- Sul mareMugge e strepita il mar, danza il naviglio,
- Sulla strada ferrataCorre il treno sonante in riva al mare.
- Sulle carnificine della BulgariaInfurïate, o belve, e sui Balcani