Preghiera

by Edmondo De Amicis (1846–1908) Italian

Quando la notte ascolte
Nella stanza vicina
Il respiro soave
Di mia madre sopita,
Mi sento più leggera
Nel cor tranquillo rifluir la vita,
E dall’anima lieta e intenerita
Mi fugge una preghiera.

Se i falli che ho sul core
Debbo espïar vivendo
Con un grande dolore,
Ch’io perda tutti i doni

Della fortuna, e nella vota mente
S’inaridisca la gentil sorgente
Dei ridenti pensieri,
Onde mi vien da qualche ignoto amico
Il saluto lontano;
E dalla inetta mano
Cada la penna come un’arma infranta;
E ch’io rimanga povero, negletto
Dai più diletti amici miei, costretto
A guadagnar la vita
Con un lavoro che l’orgoglio offenda
E in cor m’apra ogni giorno una ferita;
E nella mia miseria
Viva ignoto o deriso,
E la fatica ingrata
M’ammorbi il sangue e mi deformi il viso
E i miei capelli imbianchi;
E tutto, fuor che la costanza invitta
E il senso dell’onor, tutto mi manchi,
E mi fuggan dal cor le più leggiadre
Illusioni e perda ogni speranza....
Purchè dalla mia stanza
Io senta sempre respirar mia madre.

Poi ch’è uscita dal cor questa preghiera
Mi sento più leggera
Nel cor tranquillo rifluir la vita,
E coll’anima lieta e intenerita
M’addormo dolcemente,
E vedo in sogno il volto sorridente
Di mia madre sopita.

Source: Wikisource

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