Il Cantico de’ Cantici di Salomone – V

by Nicola Sole Italian

V


— M’apri, Amica? — dicea — M’apri, ti desta,
     O colomba, o sorella, o immacolata!
     Chè sparsa di rugiada è la mia testa,
     E i ricci miei di rigida brinata! —

Ed io, dubbiando: — Rivestirmi omai
     Dovrei la gonna, che lasciai pur ora?
     Puri testè da l’onda i piè levai,
     Perchè dovrei rimacularli ancora? —
          Pel forame de l’uscio il braccio ei spinse,
          E il cor balzommi, e la pietà mi vinse!

E rapida ad aprirgli uscii di letto,
     E le mie mani e le tremanti dita
     Gocciolàr de la toppa in sul ferretto
     La più limpida mirra ed esquisita.

E l’uscio aprii... Ma l’amor mio ritratto
     Già s’era, e volto altrove!.... Ah non badai,

     Quand’ei parlava, io di me fuori affatto!...
     Lo seguii, nè il rinvenni!... Io lo chiamai,

Ei non rispose a me! Sopra mi uscìo
     Allor la scolta che girando andava:
     Mi ferì, mi percosse; e il manto mio
     La guardia de le mura a me strappava!

O figlie di Sïonne! Oh, se vedrete
     L’amico mio, l’amico del mio core,
     Che gli direte voi, che gli direte?
     Oh, ditegli com’io manco d’amore!

coro

sposa

Due colonne di marmo a base d’oro
     Le sue gambe diresti: ed egli stesso
     Al Libano somiglia, ed in decoro
     Sorvanza i cedri verdeggianti in esso.

E come il suon de la sua voce è grato!
     E come tutto un rapimento egli è!....
     O figlie di Sïon! Tale è l’amato,
     Che in Sïonne non ama altra che me!

Source: Wikisource

More poems by Nicola Sole

All poems by Nicola Sole → · More Italian poems →