Il Cantico de’ Cantici di Salomone – IV

by Nicola Sole Italian

IV

     Spícchio di melagran tra per le care
     Chiome vaganti la tua guancia pare.

Dal tuo collo la Torre è rammentata,
     Cui Davidde munia di bastïoni,
     Da migliaja di scudi intornïata,
     Tutti arnesi da prodi e da campioni.

Simili a due gemelli cavrïuoli,
     Che pascono fra’ gigli, hai le mammelle! —
     Io fin che la dïurna aura consoli
     I campi, e l’ombre fuggano e le stelle,

Al monte de la mirra andrò soletto,
     Soletto al monte de gl’incensi andrò!...
     Sei tutta bella, o Amica! E in te difetto,
     Nessun difetto ritrovar si può!...
          Vieni con me dal Libano, o vezzosa,
          Dal Libano con me vientene, o Sposa!

Da l’alto del Seniro e de l’Amana,
     Da l’alto de l’Ermon volgimi un guardo!...
     Da i monti, dove è del leon la tana,
     Da i monti dove s’incaverna il pardo.

Tu m’hai rapito il cor, sposa e sorella,
     Con un de gli occhi tuoi me l’hai rapito;
     E con un di que’ crini, onde in anella
     Vagamente il tuo collo è circuito!

Quanto gli amori tuoi, quanto son cari,
     Sposa e sorella mia!... Quanto del vin
     Ei son più dolci! E i balsami più rari
     Cedono a quelli, onde ti olezza il crin!
          Sposa! Da’ labbri tuoi mele diffondi,
          E latte e mel sotto la lingua ascondi!

Odor d’incenso è la fragranza effusa
     Da le tue vesti, o mia sorella e sposa!

     Tu siepato giardin, tu ajuola chiusa,
     Tu sei fontana fra suggelli ascosa!

Le tue piante novelle, o chiuso loco,
     Son melagrani, ed altre frutta grate.
     V’han le piante di Cipro, e il nardo e il croco
     E il cinnamomo e le canne odorate.

Ogni albero del Libano in te nacque,
     D’aloe, di mirra e d’altri eletti unguenti!...
     O fonte d’orti! O pozzo di viv’acque!
     O ruscelli dal Libano correnti!...

Oh sorgete, Aquiloni! Austri, spirate
     Con crescente vigor nel mio giardin:
     Sì che diffondan le piante agitate
     Il balsamo più schietto e peregrin!

Source: Wikisource

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