Ad una gentile giovinetta nel giorno delle sue nozze

by Nicola Sole Italian

AD UNA GENTILE GIOVINETTA
nel giorno delle sue nozze

     Un sereno avvenir quinci d’innante
     Par che a la confidente alma sorrida,
     E un nugol quindi inesplicato e grave
     Il timido le vela occhio soave.

Ma, da le sue velate ombre fuggenti,
     Codesto istante pel tuo cor non era;
     E il sogno de’ tuoi primi anni ridenti
     Ancor più bello, che non fu, si avvera!
     Questo spesso tuonar d’armi innocenti,
     E gli archi, e i plausi d’una gente intera,
     E l’armonia che a le carole invita
     Da l’avvenir non temeran mentita!

Oh questo amor, che nel suo dì festivo
     Fra genti liete non oblia le meste,
     E generoso il suo tesor votivo
     In pro’ di quattro sventurate investe,
     Il nuzïale amor, che pure è rivo
     De l’infinita carità celeste,
     Tanta ha più speme d’avvenir clemente,
     Quanto più tiene de la sua sorgente!

Teco entrâr giovinezza e leggiadria,
     Beltà, costanza, gentilezza e fede
     In queste case, che l’amor ti apria,
     Omaggio a le tue grazie, e non mercede!
     Oh intorno il guardo, o Giovinetta, invia,
     Oh volgi intorno, o Giovinetta, il piede!
     Vedi ove mai ti apparecchiò la sorte
     La dolcezza di madre e di consorte!

Questo elegante e luminoso ostello
     Muto languia fra le sue gemme e gli ori,
     Per dubbia speme di signor novello,
     Che or certa splende da’ tuoi casti amori!
     Tale un paese variato e bello
     Gelido langue frai notturni orrori,
     Ma come il sole, a cui somigli, appare,
     Splendono a festa le montagne e il mare.

Or venitele intorno, aure gentili,
     Che dal fiume natio fresche spirate!
     E voi, potenze invereconde e vili,
     Lunge da questa benvenuta errate!
     Bellissima! Ripiglia i signorili
     Spirti, e le grazie che con te son nate!
     Agli applausi ti avvezza, ed al sonante
     Vortice de la festa in questo istante!

Va, da la via ti posa, e del crescente
     Palpito arcano, onde ti balza il core:
     Scuoti la polve dal tuo crin lucente,
     Che fortunata lo velò brev’ore!
     De la candida veste al piè fluente,
     E del candido vel t’orni l’amore!
     Cingiti il crin di rose!... Indi t’avanza
     De le mense reina e de la danza!

Source: Wikisource

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