Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XXXVII

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO XXXVII.

Il mio avversario in cui veder solete
Gli occhi vostri, ch’Amore e ’l ciel’ onora;
Con le non sue bellezze v’innamora,
Più che ’n guisa mortal, soavi, e liete.
Per consiglio di lui, Donna, m’avete
Scacciato del mio dolce albergo fora;
Misero esilio! avvegnach’io non fora
D’abitar degno ove voi sola siete.
Ma s’io v’era con saldi chiovi fisso,
Non devea specchio farvi per mio danno,
A voi stessa piacendo, aspra e superba.
Certo se vi rimembra di Narcisso;
Questo, e quel corso ad un termino vanno:
Benchè di sì bel fior sia indegna l’erba.

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