Sonetto XXXV

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

Il figliuol di Latona avea già nove
Volte guardato dal balcon sovrano,
Per quella ch’alcun tempo mosse in vano
I suoi sospiri, ed or gli altrui commove:
Poi, che cercando stanco non seppe, ove
S’albergasse, da presso, o di lontano;
Mostrossi a noi qual’uom per doglia insano.
Che molto amata cosa non ritrove:
E così tristo standosi in disparte
Tornar non vide il viso che laudato
Sarà, s’io vivo in più di mille carte:
E pietà lui medesmo avea cangiato
Sì, ch’e begli occhi lagrimavan parte:
Però l’aere ritenne il primo stato.

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