Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XXX
SONETTO XXX.
Or so, e’ non furon mai fiumi, nè stagni,
Nè mare, ov’ogni rivo si disgombra;
Nè di muro, o di poggio, o di ramo ombra;
Nè nebbia che ’l ciel copra, e ’l mondo bagni;
Nè altro impedimento, ond’io mi lagni;
Qualunque più l’umana vista ingombra;
Quanto d’un vel, che due begli occhi adombra;
E par che dica, Or ti consuma, e piagni.
E quel lor’ inchinar, ch’ogni mia gioja
Spegne, o per umiltate o per orgoglio;
Cagion sarà che’nnanzi tempo i’ moja;
E d’una bianca mano anco mi doglio;
Ch’è stata sempre accorta a farmi noja,
E contra gli occhi miei s’è fatta scoglio.