Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LXXXVII

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO LXXXVII.

Perseguendomi Amor’ al luogo usato;
Ristretto in guisa d’uom ch’aspetta guerra,
Che si provvede, e i passi intorno serra,
De’ miei antichi pensier mi stava armato:
Volsimi: e vidi un’ombra, che da lato
Stampava il Sole; e riconobbi in terra
Quella che, se ’l giudicio mio non erra,
Era più degna d’immortale stato.
I’ dicea fra mio cor, Perchè paventi?
Ma non fu prima dentro il pensier giunto,
Che i raggi ov’io mi struggo eran presenti.
Come col balenar tona in un punto,
Così fu’ io da’ begli occhi lucenti,
E d’un dolce saluto inseme aggiunto.

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