Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LXXX

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO LXXX.

Lasso, ben so, che dolorose prede
Di noi fa quella ch’a null’uom perdona;
E che rapidamente n’abbandona
Il mondo, e picciol tempo ne tien fede.
Veggio a molto languir poca mercede;
E già l’ultimo dì nel cor mi tuona:
Per tutto questo, Amor non mi sprigiona;
Che l’usato tributo a gli occhi chiede.
So, come i dì, come i momenti, e l’ore,
Ne portan gli anni; e non ricevo ’nganno,
Ma forza assai maggior che d’arti maghe.
La voglia, e la ragion combattut’ hanno
Sette, e sett’anni; e vincerà il migliore;
S’anime son quaggiù del ben presaghe.

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