Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LXVIII

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO LXVIII.

Fuggendo la prigione ov’Amor m’ebbe
Molt’anni a far di me quel ch’a lui parve,
Donne mie, lungo fora a ricontarve,
Quanto la nova libertà m’increbbe.
Diceami ’l cor, che per sè non saprebbe
Viver un giorno: e poi tra via m’apparve
Quel traditor’ in sì mentite larve,
Che più saggio di me inganato avrebbe:
Onde più volte sospirando indietro,
Dissi, Oimè, il giogo, e le catene, e i ceppi
Eran più dolci che l’andare sciolto.
Misero me! che tardo il mio mal seppi:
E con quanta fatica oggi mi spetro
Dell’error’ ov’io stesso m’era involto!

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