Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CXXVII
SONETTO CXXVII.
Amor, ed io sì pien di maraviglia,
Come chi mai cosa incredibil vide;
Miriam costei quand’ella parla, o ride;
Che sol sè stessa, e null’altra simiglia.
Dal bel seren delle tranquille ciglia
Sfavillan sì le mie due stelle fide,
Ch’altro lume non è ch’infiammi, o guide
Chi d’amar altamente si consiglia.
Qual miracolo è quel, quando fra l’erba
Quasi un fior siede, ovver quand’ella preme
Col suo candido seno un verde cespo?
Qual dolcezza è, nella stagione acerba
Vederla ir sola coi pensier suoi ’nsieme,
Tessendo un cerchio all’oro terso, e crespo?