Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CLXIII
SONETTO CLXIII.
L’Aura serena che fra verdi fronde
Mormorando a ferir nel volto viemme;
Fammi risovenir quand’Amor diemme
Le prime piaghe, sì dolci, e profonde;
E ’l bel viso veder ch’altri m’asconde;
Che sdegno, o gelosia celato tiemme;
E le chiome or avvolte in perle, e ’n gemme,
Allora sciolte, e sovra or terso bionde:
Le quali ella spargea sì dolcemente,
E raccogliea con sì leggiadri modi,
Che ripensando ancor trema la mente.
Torsele il tempo po’ in più saldi nodi;
E strinse ’l cor d’un laccio sì possente,
Che Morte sola fia ch’indi lo snodi.