Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCXXXV
SONETTO CCXXXV.
Poi che la vista angelica serena
Per subita partenza in gran dolore
Lasciato ha l’alma e ’n tenebroso orrore;
Cerco parlando d’allentar mia pena.
Giusto duol certo a lamentar mi mena:
Sassel chi n’è cagione, e sallo Amore:
Ch’altro rimedio non avea ’l mio core
Contra i fastidj onde la vita è piena.
Quest’un, Morte, m’ha tolto la tua mano,
E tu, che copri, e guardi, ed hai or teco,
Felice terra, quel bel viso umano.
Me dove lasci, sconsolato, e cieco;
Poscia che ’l dolce, ed amoroso, e piano
Lume degli occhi miei non è più meco?