Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCXCV

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO CCXCV.

Conobbi; quanto il ciel li occhi m’aperse,
Quanto studio, ed Amor m’alzaron l’ali;
Cose nove, e leggiadre, ma mortali;
Che ’n un soggetto ogni stella cosperse.
L’altre tante sì strane, e sì diverse
Forme altere, celesti, ed immortali,
Perchè non furo a l’intelletto eguali,
La mia debil vista non sofferse.
Onde quant’io di lei parlai, nè scrissi;
Ch’or per lodi anzi a Dio preghi mi rende;
Fu breve stilla d’infiniti abissi:
Che stile oltra l’ingegno non si stende;
E per aver uom gli occhi nel Sol fissi,
Tanto si vede men, quanto più splende.

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