Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCXCII

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO CCXCII.

Otempo, o ciel volubil, che fuggendo
Inganni i ciechi, e miseri mortali;
O dì veloci più che vento, e strali,
Or’ ab esperto vostre frodi intendo:
Ma scuso voi, e me stesso riprendo:
Che Natura a volar v’aperse l’ali;
A me diede occhi: ed io pur ne’ miei mali
Li tenni; onde vergogna, e dolor prendo.
E sarebbe ora, ed è passata omai,
Di rivoltarli in più secura parte,
E poner fine a gl’infiniti guai.
Nè dal tuo giogo, Amor, l’alma si parte,
Ma dal suo mal; con che studio tu ’l sai:
Non a caso è virtute, anzi è bell’arte.

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