Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCVIII
SONETTO CCVIII.
L’Aura che ’l verde Lauro, e l’aureo crine
Soavemente sospirando move;
Fa con sue viste leggiadrette, e nove
L’anime da’ lor corpi pellegrine.
Candida rosa nata in dure spine!
Quando fia chi sua pari al mondo trove?
Gloria di nostra etate! O vivo Giove,
Manda prego il mio in prima che ’l suo fine;
Sicch’io non veggia il gran pubblico danno,
E ’l mondo remaner senza ’l suo Sole:
Nè gli occhi miei, che luce altra non hanno;
Nè l’alma, che pensar d’altro non vole;
Nè l’orecchie, ch’udir altro non sanno
Senza l’oneste sue dolci parole.