Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCLXXXV
SONETTO CCLXXXV.
Ogiorno, o ora, o ultimo momento,
O stelle congiurate a ’mpoverirme!
O fido sguardo, or che volei tu dirme,
Partend’io, per non esser mai contento?
Or conosco i miei danni, or mi risento:
Ch’i’ credeva (ahi, credenze vane e ’nfirme)
Perder parte, non tutto, al dipartirme.
Quante speranze se ne porta il vento!
Che già ’l contrario era ordinato in Cielo,
Spegner l’almo mio lume, ond’io vivea;
E scritto era in sua dolce amara vista.
Ma ’nnanzi agli occhi m’era posto un velo,
Che mi fea non veder quel ch’i’ vedea;
Per far mia vita subito più trista.