Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCLXXIX

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO CCLXXIX.

Sento l’aura mia antica; e i dolci colli
Veggio apparir onde ’l bel lume nacque
Che tenne gli occhi mei mentr’al ciel piacque
Bramosi, e lieti; or li tien tristi, e molli.
O caduche speranze, o pensier folli!
Vedove l’erbe, e torbide son l’acque;
E voto, e freddo ’l nido in ch’ella giacque,
Nel qual’ io vivo, e morto giacer volli;
Sperando alfin dalle soavi piante,
E da begli occhi suoi, che ’l cor m’hann’arso,
Riposo alcun delle fatiche tante.
O’ servito a signor crudele, e scarso:
Ch’arsi quanto ’l mio foco ebbi davante;
Or vo piangendo il suo cenere sparso.

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