Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCLIV

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO CCLIV.

Soleano i miei pensier soavemente
Di lor’ obbietto ragionare inseme;
Pietà s’appressa, e del tardar si pente:
Forse or parla di noi, o spera, o teme.
Poi che l’ultimo giorno, e l’ore estreme
Spogliar di lei questa vita presente;
Nostro stato dal Ciel vede, ode, e sente:
Altra di lei non è rimaso speme.
O miracol gentile! o felice alma!
O beltà senza esempio altera, e rara!
Che tosto è ritornata ond’ella uscìo.
Ivi ha del suo ben far corona, e palma
Quella ch’al mondo sì famosa, e chiara
Fè la sua gran virtute, e ’l furor mio.

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