Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCIX

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

SONETTO CCIX.

Parrà forse ad alcun, che ’n lodar quella
Ch’i’ adoro in terra, errante sia ’l mio stile,
Faccendo lei sovr’ogni altra gentile,
Santa, saggia, leggiadra, onesta e bella:
A me par’il contrario; e temo ch’ella
Non abbia a schifo il mio dir troppo umìle,
Degna d’assai più alto, e più sottile;
E chi nol crede, venga egli a vedella.
Sì dirà ben; Quello ove questi aspira,
È cosa da stancare Atene, Arpino,
Mantova, e Smirna, e l’una e l’altra Lira.
Lingua mortale al suo stato divino
Giunger non pote: Amor la spinge, e tira
Non per elezion, ma per destino.

More poems by Francesco Petrarca

All poems by Francesco Petrarca →