Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCXV
SONETTO CCCXV.
Spirto felice, che sì dolcemente
Volgei quelli occhi più chiari che ’l Sole;
E formavi i sospiri, e le parole
Vive ch’ancor mi sonan nella mente;
Già ti vid’io d’onesto foco ardente
Mover i piè fra l’erbe, e le viole,
Non come donna, ma com’Angel sole,
Di quella ch’or m’è più che mai presente;
La qual tu poi tornando al tuo Fattore,
Lasciasti in terra, e quel soave velo
Che per alto destin ti venne in sorte.
Nel tuo partir partì nel mondo Amore,
E cortesia; e ’l Sol cadde del cielo:
E dolce incominciò farsi la morte.