Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCVI
SONETTO CCCVI.
L’Aura mia sacra al mio stanco riposo
Spira sì spesso, ch’i’ prendo ardimento
Di dirle il mal ch’i’ ho sentito, e sento;
Che vivend’ ella, non sarei stato oso.
Io ’ncomoncio da quel guardo amoroso
Che fu principio a sì lungo tormento:
Poi seguo, come misero, e contento
Di dì in dì, d’ora in ora Amor m’ha roso.
Ella si tace, e di pietà dipinta
Fiso mira pur me; parte sospira,
E di lagrime oneste il viso adorna;
Onde l’anima mia dal dolor vinta,
Mentre piangendo allor seco s’adira,
Sciolta dal sonno a sè stessa ritorna.