Le rime di M. Francesco Petrarca/Canzone XVI

by Francesco Petrarca (1304–1374) Italian

L

     Di che vanno superbi in vista i fiumi;
     Nè mai nascose il ciel sì folta nebbia,
     Che sopragiunta dal furor de’ venti
     Non fugisse da i poggi, e dalle valli.
Ma, lasso, a me non val fiorir di valli;
     Anzi piango al sereno, ed alla pioggia,
     Ed a’ gelati, ed a’ soavi venti:
     Ch’allor fia un dì Madonna senza ’l ghiaccio
     Dentro, e di for senza l’usata nebbia;
     Ch’i’ vedrò secco il mare, e laghi, e fiumi.
Mentre ch’al mar discenderanno i fiumi,
     E le fere ameranno ombrose valli;
     Fia dinanzi a’ begli occhi quella nebbia
     Che fa nascer de’ miei continua pioggia;
     E nel bel petto l’indurato ghiaccio
     Che trae del mio sì dolorosi venti.
Ben debb’io perdonare a tutt’i venti,
     Per amor d’un che ’n mezzo di duo fiumi
     Mi chiuse tra ’l bel verde, e ’l dolce ghiaccio,
     Tal, ch’i’ dipinsi poi per mille valli
     L’ombra ov’io fui: chè nè calor, nè pioggia,
     Nè suon curava di spezzata nebbia.
Ma non fuggìo giammai nebbia per venti,
     Come quel dì; nè mai fiumi per pioggia;
     Nè ghiaccio quando ’l Sol’ apre le valli.

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