Dio Amore

by Silvio Pellico (1789–1854) Italian

Domine, qui amas animas.

(Sap. 11, 27.)

Amo, e sovra il cor mio palpitò il core
Del mio Diletto, ed era — ah! la tremante
Lingua osa dirlo appena — era il Signore!

Il Signor che di gloria sfavillante
Regna ne’ cieli, e sua delizia è pure
Il picciol uomo in questa valle errante!

Ed attonite il mirano le pure
Intelligenze scendere ammantato
A questo erede di colpe e sciagure,

Ed il povero verme lacerato
Sanar colle sue mani, e a tutti i mondi
Ridir sua gioia, se da tale è amato.

Io lo vidi per baratri profondi
Movermi incontro, e gridar dolcemente:
»Perchè cotanto al mio desìo t’ascondi?»

E più e più appressavasi, e ridente
Più e più del suo viso era il fulgore,
E n’arsi ed arderonne eternamente.

Amo, e sovra il cor mio palpitò il core
Del mio Diletto, ed era — ah sì! il proclamo
All’universo in faccia — era il Signore!

Io lo vidi, il conobbi, ei m’ama, io l’amo!

More poems by Silvio Pellico

All poems by Silvio Pellico →