Le ore della notte

by Giacomo Zanella Italian

Con bruni sandali
E taciturne
Scendono, passano
L’ore notturne,

E nel lor transito
All’universo
Mobile imprimono
Volto diverso.

Tornano i vomeri;
Fumano i tetti;
L’Ave ripetono
I pargoletti;

Appena è vespero,
E già tranquilla
Sotto le coltrici
Posa la villa.

L’ombre si addensano:
In auree stanze
Specchi rifulgono,
Erran fragranze;

Scalpita e smania
La giovinetta
Che il velo roseo
Pel ballo aspetta.

Triste sollecita
L’opera altrove
E l’egra lacrima
Sovra vi piove

Orfana vergine
Che nell’accesa
Gota funereo
Morbo palesa.

Tace di popolo
Sgombro il viale;
Tra l’erme acacie
Langue il fanale;

Pari la reggia
Al casolare
Nell’ampie tenebre
Scende e scompare.

Remoto vicolo
Empion di canti
Fra nappi e cembali
Scinte baccanti;

Tende l’orecchio
Da semiaperta
Finestra e palpita
Sposa deserta.

Lo stame attenua
Della lucerna,
Computa, novera,
Fogli squaderna,

Mida famelico
Che dell’erede
Dietro sè l’ilare
Ghigno non vede;

Mentre da’ fulgidi
Covi del gioco,
Lo sguardo vitreo,
L’anima in foco,

Esce il patrizio
Che della zolla
Ultima Cerbero
Plebeo satolla.

Profondo e lucido
L’aër traspare;
Ïadi e Pleiadi
Fansi più chiare;

Sbadiglia, abbrivida,
Scote di brine
Vigile astronomo
Rorido il crine.

Con ala nivea
Per l’aure brune
I sogni or piovono
Sovra le cune;

Ridon l’inconscie
Alme leggiadre;
Ridono agli Angioli,
Chiaman la madre.

Sommessa mormora
Un caro nome;
Scorrer d’un bacio
Sulle sue chiome

Sente l’anelito
Vergin, che desta
Con alto tremito
Volge la testa:

Vede distendersi
Sulla cortina
Il raggio argenteo
Della mattina.

Trilla sugli embrici
La rondinella;
Sull’aia crocita
La gallinella;

Scoppia dall’ardua
Torre la squilla;
Ridesta all’opere
Torna la villa.

Source: Wikisource

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