L'amore materno

by Giacomo Zanella Italian

alla contessa olimpia colleoni-lampertico

di vicenza.

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Volgon due soli ch’io sciogliea fidente
A te l’augurio di miglior fortuna.
Ecco nel dolce nido, ove piangente
Sedesti appiè d’una deserta cuna,

Ecco due biondi pargoli vezzosi,
Che ambo i padri han nell’atto e nella faccia,
Che vispi ti sorridono e festosi
Al materno tuo sen stendon le braccia.

Avventurati pargoli! Né sanno,
Ancor non sanno di che immenso affetto
Tu palpiti per essi; e quanto affanno
A un lor vagito ti conturbi il petto!

Nell’aurea luce di notturne stanze
Veglian le tue compagne in lieti crocchi;
O di protratte musiche e di danze
Fanno agli orecchi allettamento e agli occhi.

Tu di una muta lampade al barlume
Presso i pargoli tuoi siedi le notti;
E t’è dolce per lor lasciar le piume,
Dolci i lievi per lor sonni interrotti.

Nel tuo talamo appar della Divina
Madre un’immago benedetta e pia;
E lì con ansio cor sera e mattina
Sollevi i verecondi occhi a Maria,

Pregando Lei che del virgineo velo
Covrir si piaccia i piccioli tuoi figli;
E sulla cuna che li accoglie, il Cielo
Mandi gli angeli suoi, piova i suoi gigli.

Crescete, o fanciulletti! Il mar v’attende,
Dubbio mar della vita. In pace è l’onda;
Limpido sull’aurora il ciel risplende,
E le vele vi gonfia aura seconda.

Da lungi alzasi un canto e lo ripete
Di lido in lido l’aura innamorata:
«O voi, che l’onda a navigar prendete,
Che senza pianto non fu mai varcata,

Seguitate il mio suon che vi conduce
Di mezzo a scogli e insidïose arene,
Ove un ciel ride di purpurea luce,
Ove si stringe, non si sogna, il bene.»

O cara voce del materno amore,
A lievi giovanili anni conforto!
Che ognor t’intenda, ognor ti segua il core,
Fin che le vele sian raccolte in porto.

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