Fra le ceneri

by Carlo Chiaves Italian

Giacciono, dentro il deserto
camino inutile e spento
gli alari che, nel cinquecento,
foggiava l'artefice esperto

Sotto il possente martello,
nel ferro battuto e rude,
ed attorcea su l'incude,
fregiandoli con lo scalpello.

Deserto il camino, il più vasto
camino del vasto maniero,
dove bruciava un intero
tronco: più nulla è rimasto

Di tutti quei fochi: disparvero,
col fumo e con le scintille,
su per la canna, le mille
fantasmagoriche larve.

Arrugginiti gli alari
che ressero sovra il robusto
asse, il gravissimo fusto
dei roveri secolari:

Che udiron, così da vicino,
le fiabe narrate, la sera,
dal nonno arguto, a l'intera
famiglia, presso il camino.

Che il piede del cacciatore,
fra i mille tizzi dispersi,
le mille volte ha riversi:
che forse l'estremo bagliore

Raccolsero, di qualche segreto
foglio gittato a la fiamma.
Che hanno sentito la mamma
cantare al bimbo inquieto

La nenia monotona e stanca:
languiva la fiamma, e sul tetto
il fumo del caminetto
pareva una nuvola bianca.

Un'altra serena dolcezza
che spegnesi a poco a poco,
questa che, presso il buon fuoco
raccolse più d'una carezza.

O nuova vita che fervi!
O irrefrenabile e triste
sete di nuove conquiste
che ci trascini e ci asservi!

Che, infaticabile assillo,
pungi la nostra ragione,
che spegni la tradizione
del focolare tranquillo,

Perchè non è dato un'ora
scordare la febbre fatale,
e, presso la fiamma che sale,
sognando, assidersi ancora?

E, con le molle lucenti,
riattizzare un buon foco,
fantasticando e, per gioco,
frugare fra i tizzi ardenti?

E intanto il bracco, che annusa,
guarda nel fuoco, distratto,
e, stropicciandosi, il gatto
vi fa d'attorno le fusa?

Il ceppo scricchiola e geme,
e immoti ascoltan gli alari
i brevi crepitii chiari.
Dolcezza e favola insieme.

Dolcezza che più non ritorna;
favola che un giorno i remoti
figli, diranno ai nepoti.
Favola che più non ritorna.

Giacciono freddi gli alari
nel freddo camino riversi,
come gli arredi dispersi
sovra gli inutili altari.

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