Vere fûr queste gioie e questi ardori
Vere fûr queste gioie e questi ardori[1]
Ond’io piansi e cantai con vario carme,[2]
Che poteva agguagliar il suon de l’arme[3]
E de gli eroi le glorie e i casti amori:
E se non fu de’ piú ostinati cori[4]
Ne’ vani affetti il mio, di ciò lagnarme
Già non devrei, ché piú laudato parme
Il ripentirsi, ove onestà s’onori.[5]
Or con l’esempio mio gli accorti amanti,[6]
Leggendo i miei diletti e ’l van desire,
Ritolgano ad Amor de l’alme il freno.
Pur ch’altri asciughi tosto i caldi pianti
Ed a ragion talvolta il cor s’adire,
Dolce è portar voglia amorosa in seno.