Seguenza de' morti

by Tommaso da Celano Italian

Giorno d’ira e di vendetta
Per la stirpe maledetta
Scioglierà la terra in cenere
Come un dì si profetò.
Oh qual tremito ed orrore
Al venir del Redentore
Per librar severo giudice
Quanto al mondo s’operò!
Squilleranno orrende trombe
Sui silenzî delle tombe,
E quel suono formidabile
Tutti al trono incalzerà.
Stupiran morte e natura
Nel veder la creatura
Che risorta da’ suoi tumuli
Al suo Dio risponderà.
S’aprirà quel libro scritto
Che ogni merto ogni delitto
Svelerà nel gran giudizïo,
Non fallace indicator.
Niun sarà reato occulto,
Niun sarà peccato inulto,
Al seder sull’ìgnea cattedra
L’alto Iddio vendicator.
A placar quell’ira accesa
Chi torrà la mia difesa?
Quando il giusto anch’ei fia trepido
Che dirò, gran Dio, per me?
Maestà tremenda e forte,
Salva me da eterna morte,
Tu che dài perdon gratùito
A chi pur confida in te.
Ah ricorda, o Gesù buono,
Che a recarmi quel perdono
T’incarnasti in una Vergine,
Ti facesti a me fratel.
Mi chiamasti colla voce,
Mi salvasti sulla croce:
Tanto amore e tanti spasimi
Non sien vani a trarmi in ciel.
Giusto vindice qual sei
Ah rimetti i falli miei
Pria che giunga il dì novissimo
E placabil non sii più.
Gemebondo peccatore
Sparso ho il volto di rossore:
Ah tu ascolta le mie suppliche,
Pietosissimo Gesù.
Se a Maria tua grazia apristi,
Se il ladrone esäudisti,
A me desti ne’ tuoi meriti
Da sperare anch’io così.
Il pregar d’un cuor maligno
Non respinger, Dio benigno:
Fà che il fuoco senza termine
Non m’ingoî nel fiero dì.
Fammi agnel della tua greggia:
Deh fra gl’irchi io non mi veggia
Pommi al destro de’ due popoli
Che starai per giudicar.
Riprovati i maledetti
E alle atroci fiamme astretti,
Me allor chiama alla tua glorïa
Cogli eletti a giubilar.
Chino e supplice t’invoco,
Arso il cuor da interno fuoco:
A buon fin mi guida l’anima,
Crocifisso Redentor.
Giorno tristo e lagrimoso
Quando là dov’era ascoso
Verrà fuor dalla sua polvere
Il chiamato peccator!
Gli sorridi, o Gesù pio:
Gli perdona, o vero Iddio:
Gli concedi eterna requïe,
Benignissimo Signor.

Source: Wikisource

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