Rime nuove/Libro VIII/I tre canti
Re Sifrido tien corte. — Arpeggiatori,
Il piú bel canto qual di voi mi sa? —
E un giovinetto esce di schiera fuori
Snello: in man l’arpa, spada al fianco egli ha.
— Tre canti, o re, so io. Del primo è spento
Da tempo ogni ricordo entro il tuo cor:
Tu m’hai morto il fratello a tradimento;
Tu m’hai morto il fratello, o traditor.
L’altro canto una notte, e urlava forte.
Il turbine, una notte ebbi a pensar:
Tu hai da pugnar meco a vita e morte,
A vita e morte hai meco da pugnar. —
E appoggia l’arpa al tavolo; e già fuore
Tratte han le spade arpeggiatore e re;
Pugnano a lungo con fiero fragore
Fin che cade ne l’alta sala il re.
— Or canto il terzo, il canto mio piú vago,
Nè mai stanco a ridirlo mi farà:
Giace Sifrido re nel rosso lago
Del sangue suo, morto nel sangue sta. ―