Rime nuove/Libro VII/Note

by Giosuè Carducci (1835–1907) Italian

NOTE

LXXXII) p. 725. Ça ira. Oggi è vezzo, non saprei se teorico, voler abbassare e impiccolire la rivoluzione francese: con tutto ciò il Settembre del 1792 resta pur sempre il momento piú epico della storia moderna. Impossibile mettere in versi quella storia, se non a brevi tratti: per ciò si elesse la forma del sonetto, che ne’ secoli xiii e xiv fu anche strofe.

LXXXVII) p. 730. Ostel di città è un francesismo ragionevole. Di ostello per casa abondano gli esempi nella prosa antica: ma troppo eran ancora miste le correnti delle lingue romanze nel duecento e nel trecento, e con gli esempi del buon secolo si potrebbe francamente scrivere il piú bell’italiano infranciosato che sia negl’ideali dei poltroni senza idee. Non mancano nella lingua poetica anche moderna: il Monti, Basv. 1,

Invan si straccia il crin disperso e bianco
In su la soglia del deserto ostello;

non bene, della casa d’un villano: meglio il Manzoni, nel Natale,

. . . . . . . . ad Efrata,
Vaticinato ostello,
Ascese un’alma vergine.

Per altro il Tommasèo nel Dizionario notò a ragione che ostello, in signif. di albergo, casa, ecc., è “raro anco nel verso„. Ma il Davila, nello Storia delle guerre civili di Francia III 203, ha “il quale trasferendosi all’ostello (cosí chiamano i palagi dei principali signori) trovò....„ E questo è il caso nostro. — Valga anche per l’ostel di Brusselle nella lxxx.

XCIII) p. 736, vv. 13 e 14. “Diesmal sagte ich: Von hier unde heute geht eine neue Epoche der Weltgeschichte aus, und ihr könnt sagen, ihr seid dabei gewesen„. Goethe, Campagne in Frankreick, 16 september.

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