Perch'io non spero di tornar già mai

by Guido Cavalcanti Italian

ballatetta, in Toscana,

va tu leggera e piana

dritt’a la donna mia,

che per sua cortesia

ti farà molto onore,

Tu porterai novelle di sospiri

piene di doglia e di molta paura;

ma guarda che persona non ti miri.

che sia nemica di gentil natura:

chè certo per la mia disaventura

tu saresti contesa,

tanto da lei ripresa

che mi sarebbe angoscia:

dopo la morte poscia

pianto e novel dolore.

Tu senti, ballatetta, che la morte

mi stringe sì che vita m' abandona,

e senti come ’l cor si sbatte forte

per quel, che ciascun spirito ragiona.

Tant’è distrutta già la mia persona

ch’io non posso soffrire.

Se tu mi voi servire

mena l’anima teco,

molto di ciò ti preco.

quando uscirà del core.

De! ballatetta mia, a la tu’ amistate

quest’anima che trema raccomando:

menala teco nella sua pietate

a quella bella donna a cui ti mando.

De! ballatetta, dilli sospirando,

quando li se’ presente:

— questa vostra servente

ven per istar con voi,

partita da colui,

che fu servo d’amore. —

Tu, voce sbigottita e deboletta,

ch’esci piangendo de lo cor dolente,

co’ l’anima e con questa ballatetta

va ragionando de la strutta mente.

Voi troverete una donna piacente,

di sì dolce intelletto,

che vi sarà diletto

starle davanti ognora.

Anim’, e tu l’adora

sempre nel suo valore.

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