La Cicceide legittima – II, XXXVI

by Giovanni Francesco Lazzarelli Italian

A D. Ciccio che vantava l’acutezza del proprio intelletto, mentr’era Auditore in Genova

xxxvi.

D. Ciccio, poi ch’avete esagerato
D’aver sì chiaro, e splendido intelletto,
(Come per verità Dio ve l’ha dato
Al maggior segno lucido, e perfetto.)
Ciò venuto all’orecchie del Senato,
E discusso l’affar del Gabinetto,
Da quei saggi Signor s’è decretato
D’adoprarvi ancor per altro effetto.
Cioè di porvi in cima al Torrione
Per far lume così da luogo tale
Di notte a le marittime persone.
Or bella cosa il veder un, che vale
A far doppia, e dissimile funzione
D’Auditor di Rota, e di Fanale!

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