La Cicceide legittima – II, XXXI
Il Giuoco del Fiore.
xxxi.
Quando che l’altro dì, per consumare
Con men rincrescimento il tempo, e l’ore,
D. Ciccio mio, noi ci prendemmo a fare
Quel giuoco, che lo chiamano del Fiore,
A la Rosa io t’udii rassomigliare
Da quei, che visto il natural rossore
Del viso tuo pensò di non errare
Presa la parità di quel colore,
Io però, fra di me scorrendo allora
Tutte le qualità de la sì bella
Famiglia innumerabile di Flora,
Al fior t’assomigliai di Mercorella;
Che al dir del Mattiol, quando s’odora
Subito fa venir la Cacarella.
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