La Cicceide legittima – II, L
L’Autore dà parte a D. Ciccio d’una indisposizione sopravvenutali.
l.
D. Ciccio, quella mia, che per mortale
La divulgaron anco i più periti,
Onde i miei ne restaro inpauriti,
Si scoprì poi per febre accidentale.
E’ però ver, che dopo un simil male
Mi sono gl’Intestin tanto induriti,
Ch’ad effetto di renderli ammolliti,
Nè supposto ci val, né serviziale.
Ma perchè resti alquanto sollevata
La natura oggimai da tale impaccio
Con altra provision meglio adattata,
Fa, ch’io ti possa dar solo un occhiata;
Ch’a far muovere il corpo, il tuo mostaccio
Val più d’una pozion scamoneata.
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