La Cicceide legittima – I, XXXIX
Il Tencone.
xxxix.
D.Ciccio, avendo carnalmente usato,
Ha preso un sollennissimo Tencone,
Che pria di maturarsi è rientrato
Senza venire alla supporazione:
Così quell’acre umor gli ha cagionato
Un enfior sì maligno in un C......
Che cresciuto bel bello, è diventato
Grosso quasi a misura d’un pallone.
Or mentre ei vien dal gentil dolore
Astretto a detestar con faccia smorta,
E con umide ciglia il proprio errore,
È quì fra molti, e con ragione insorta
Quella perplessità = se sia maggiore,
O ’l C.... ch’è portato, o quel che ’l porta.
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