La Cicceide legittima – I, XLIII

by Giovanni Francesco Lazzarelli Italian

D. Ciccio aborrito.

xliii.

Udite in cortesia nè vi piccate,
Non so se sia difetto naturale,
O pur derivi ciò da qualche male,
Di cui per caso insolito patiate.
Cert’è, D. Ciccio mio, che voi puzzate
A tutti della Curia in generale,
E che puzzate loro in guisa tale,
Che torce il naso ogn’un quando passate.
E’ ver, che sete d’una condizione
Da dare un odorifero ristoro
Al naso d’ogni sorte di persone.
Ma questo non fa punto al caso loro;
Ch’essi vi tengon ben per un C.....
Ma non tutti i C .... son di Castoro.

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