La Cicceide legittima – I, LXXVII
La Rottura di D. Ciccio col Signor Marchese N.
Al Sìg. Co. Ronchi.
lxxvii.
Ronchi, quella strettissima unione
D’amicizia, e di fè, ch’era una volta.
Fra D. Ciccio, e ’1 Marchese, or s’è disciolta
Né si può penetrar per qual cagione:
Ma ciò, che fa maggior l’ammirazione,
E’ che ciascun di lor pien d’una stolta
Bravura marziale, ha già raccolta
Gran quantità di schioppi, e di persone,
Or temo, e l’ho per cosa omai sicura,
Che l’un con l’altro a duellar s’inviti,
E ne succeda in sin qualche sciagura.
Accidenti nel ver non più sentiti;
Mentre è noto ad ogn’un, che per natura
I C.... fra di lor son sempre uniti.
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