Rime nuove/Libro VIII/L'imperatore della Cina

by Giosuè Carducci (1835–1907) Italian

Mio padre era un balordo astemio Cesare,
Un sornïone in trono:
Io bevo la mia zozza, ed un magnanimo
Imperatore io sono.

Oh magica bevanda, indovinata
Dal mio paterno core!
Io bevo la mia zozza, e si dilata
La Cina tutta in fiore.

Il mio regno del centro apre e si spampana
Come un bocciol di rosa.
Io quasi quasi un uom divento, e gravida
Si trova la mia sposa.

È una cuccagna! I moribondi in festa
Dànno calci a le bare:
Del mio Confucio imperïal la testa
Annaspa idee piú chiare.

A’ miei prodi soldati il pan di segala
Diventa mandorlato,
E gli straccioni de l’impero marciano
Tutti in seta e in broccato.

Quegli invalidi frolli, quelle ignude
Zucche de’ mandarini,
Ripigliano il vigor di gioventude
E scuotono i codini.

Compiuta è alfin la gran pagoda, mistico
Asil di fede e imago:
Già gli ultimi giudei vi si battezzano
E han l’ordine del drago.

Posa ogni senso di ribellïone,
E gridano i Mansciú;
— Noi non vogliam la costituzïone,
Noi vogliamo il kansciú,

Vogliam la verga! — . Il medico di corte
Fa gli occhi spaventati.
Esculapio, io vo’ ber fino a la morte
Per il ben de’ miei stati.

E zozza ancora! e zozza ancora! un gócciolo
Ancor di questa manna!
Il mio popol, vedete, è in visibilio,
E canta Osanna osanna!

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