Rime nuove/Libro III/Brindisi funebre

by Giosuè Carducci (1835–1907) Italian

Su ’l viso de l’amore
La rosa illanguidí,
Senza lasciarmi un fiore
La gioventú fuggí.

Lo stuol de l’ore danza
Lontano omai da me:
Con esse è la speranza,
L’illusïon, la fe’.

Gli affetti alti ed intensi
Cui fu negato il fin,
I desidèri immensi
Irrisi dal destin,

Tutti nel mio pensiero
Tutti sepolti io gli ho;
E al fósco cimitero
Custode fósco io sto.

Ma i nervi ancora ho forti:
Beviam, beviamo ancor:
Beviam, beviamo a i morti;
Con essi sta il mio cuor.

Sotto la terra nera
Giacciono ad aspettar;
La dolce primavera
Forse li fa svegliar.

Senton de i freschi venti
L’alito ed il sospir,
Senton fra l’ossa algenti
La verde erba salir.

Lo senti il dolce aprile,
Il sol lo vedi tu?
O pargolo gentile,
Solo tu sei laggiú?

Dal suo lontano avello
Ti parla, o fanciullin,
Il bianco mio fratello
Dal bel castaneo crin?

Gli avi ne i giorni fóschi
Ti vengono a cullar,
L’uno da i colli tóschi,
L’altro dal tósco mar?

O sola e mesta al petto
La madre mia ti tien?
Riposa, o fanciulletto,
Sopra il fidato sen.

Beviamo. Ahi che nel cielo
Impallidisce il sol,
E mi circonda il gelo,
E si sprofonda il suol.

Come uno stuol di gufi
A vecchio monaster,
Tra gli umidicci tufi
Singhiozzano i pensier.

Per questo buio fondo
Chi è chi è che va?
Esiste ancora il mondo,
La gioia e la beltà?

Ne’ lucidi paesi
Ancora esiste amor?
Io giú tra’ morti scesi
Ed ho sepolto il cuor.

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