Papa Grigorio a li scavi

«Bbene!», disceva er Papa in quer mascello[1]
De li du' scavi de Campo-vaccino[2]:
«Ber búscio[3]! bbella fossa! bber grottino!
Bbelli sti serci[4]! tutto quanto bbello!

E gguardate un po' llí cquer capitello
Si[5] mmejjo lo pò ffà uno scarpellino!
E gguardate un po' cqui sto peperino
Si nun pare una pietra de fornello[6]

E ttrattanto[7] ch'er Papa in mezzo a ccento
Archidetti[8] e antiquari de la corte
Asternava[9] er zu'[10] savio sintimento,

La turba, mmezzo piano e mmezzo forte,
Disceva: «Ah! sto sant'omo, ha un gran talento!
Ah, un Papa de sto tajjo[11] è una gran zorte[12]»

15 marzo 1836

Note

  1. In quel macello
  2. Foro Romano
  3. Bel buco!
  4. Questi selci
  5. Se
  6. La pietra della classica cucina economica
  7. Nel frattempo
  8. Architetti
  9. Esternava
  10. Il suo
  11. Di questo taglio, di questo tipo
  12. È una gran sorte, una gran fortuna.
    L'Autore mette in ridicolo la totale incompetenza culturale di Papa Gregorio XVI che si recò al Foro Romano il 12-3-1835. La visita si concluse comunque con la rimozione dalla sua carica di sovrintendente del card. Galeffi, camerlengo, e alla nomina di una nuova commissione che ponesse fine ai dissensi fra il commissario agli scavi, Fea, e Nibby e Valadier