M'è sparito dagli occhi il mio bel Sole


M'è sparito dagli occhi il mio bel Sole [1]
E chi resister puote a tant'orrore?
È spento ogni splendore, o mia pupilla,
E l'alma si distilla in doglia e in pianto!
Ma dov'è intantoil lume d'una Stella,
6Ch'in gran procella io son lontan dal lido?

Or che dell'Adria il Sole è giunto al lido,
Di duolo è nido l'egra mia pupilla,
Ed ogni stilla addensa più l'orrore,
E cresce col dolore anch'il mio pianto,
Ecco mùta il suo ammanto anch'ogni Stella
12Per comparir più bella incontro il Sole!

Ferma, o Pensiero, i vanni avanti al Sole,
Giacchè sì duole all'ombra la pupilla:
E una scintilla prendi da quel lido,
Che sia di speme nido, e non di pianto,
E tolga il muto incantò a quest'orrore.
18Questa farà rossore a ogn' altra Stella:

Con questa luce io non cerco altra Stella:
Questa sia quella, che mi guidi al lido::
Ad altra io non m'affidò in quest'orrore.
Ripiglia il tuo vigore, o mia pupilla,
A una favilla dell'almo mio Sole,
24Chi meco gioir vuole? io lascio il pianto.

Ninfe, e Pastori, or che ho finito il pianto,
Al salto, al canto, insin che torni il Sole,
O andiamo a cor' viole intorno al lido.
Amor ti sfido: Io prenderò una Stella,
E tu la tua facella in quell'orrore:
30Giuochiamc'il cuore, o almeno una pupilla.

Ah ch'io deliro! Tu non hai pupilla,
L'onda non è tranquilla, e lungi è il lido,
Aglauro i' grido; non tardar il mio Sole,
Sul Tebro splender suole amica Stella.
Aglauro bella, io mi disfaccio in pianto:
36Se indugi tanto, io moro in quest'orrore.

Così la Stella fugherà l'orrore,
E la pupilla darà fine al pianto,
39E godrò il Sol più lieto in questo lido.

Note

  1. Delirio Poetico per l'improvvisa partenza d'Aglauro da Roma per Venezia.