L'esempio
In un giardin Licoride
Scopre non vile erbetta,
Al nostro suolo estranea,
Che sensitiva è detta.
Quell’erba allor di cogliere
Desir le nasce in seno,
Stende la mano, e chinasi
Al florido terreno.
Ma appena il dito accostale,
Che quella sviene e langue,
Qual tocca da venefico
Morso di libic’angue.
Riman Licori attonita,
Il braccio a se ritira,
E l’erba umil risorgere
Orgogliosetta ammira.
Sdegno ella l’ave, e lagnasi
Che tanto sia ritrosa,
Con man sol usa a svellere
Dal proprio stel la rosa.
Allor l’erbetta semplice
Risponde in sua favella:
Esser vorrei l’immagine,
Vorrei, gentil donzella.
Sottraggi ad ogni insidia
Il bel natío candore,
Da me l’esempio vedine,
Nè mai t’inganni Amore.