Lamento d'amore tradito


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Tapina me che amava uno sparviero,
     Amaval tanto ch’io me ne moria;
     A lo richiamo ben m’era maniero,
     Ed unque troppo pascer nol dovria.
Or è montato e salito sì altero;
     Assai più altero che far non solia;
     Ed è assiso dentro a un verziero,
     E un’altra donna l’averà in balìa.
Isparvier mio, ch’io t’avea nodrito;
     Sonaglio d’oro ti facea portare,
     Perchè nell’uccellar fossi più ardito.
Or sei salito siccome lo mare,
     Ed hai rotto li geti[1] e sei fuggito,
     Quando eri fermo nel tuo uccellaro.

Note

  1. Geto è un lacciuolo di pelle che si lega a’ piè degli uccelli.