Alla Musa
Pur tu copia versavi alma di canto
Sulle mie labbra un tempo, aonia Diva,
Quando de’ miei fiorenti anni fuggiva
La stagion prima, e dietro erale intanto
Questa, che meco per la via del pianto
Scende di Lete vêr la muta riva.
Non udito or t’invoco: oimè! soltanto
Una favilla del tuo spirto è viva.
E tu fuggisti in compagnia dell’Ore,
O Dea! tu pur mi lasci alle pensose
Membranze, e del futuro al timor cieco
Però mi accorgo, e mel ridice Amore,
Che mal ponno sfogar rade, operose
Rime il dolor che deve albergar meco.